Lost For Peck's Words
"Le pistole non sono legali, i cappi cedono, il gas puzza da morire. Tanto vale vivere"

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mercoledì, 21 marzo 2007
22:43

commenti

RICKENBACKER, MUSTANG & NEVE.

Archiviato da Peckinpah in:

22.52 del 21 Marzo '07.

…esattamente laddove finiscono i dancefloor… Dove Mr. Cesso e Mrs. Water attendono neri e assestati, decisamente composti malgrado il dìdopdì perverso, i grandi corpi in movenze convulse e vesciche di dimensioni esuberanti che li bramano. Là a tre quarti di vomito da enormi energumeni stanchi e tristi, impalati a vetrate che dovrebbero sembrare porte, a dar voga a sguardi ondaminacciosaturbinemasturbante… E non sanno quanto sia proprio inutile un grido in fase assuefattodicollera. Ma spostiamoci ancora un po’ più là, ove la maestosa insegna unpocineseunpocosì baluginando negli occhi dello smarrito passante indica la presenza inconfutabile di SporciziaBianca o WhiteTrash,poliglottar si voglia. Bene, proprio là… Si, siamo arrivati. È proprio lì che il mondo gioca a… DOMINO. Aaargh!




 
Tra tasselli di dita che sfiorano sensualmente le corde a un Rickenbacker, dita della stessa mano che poco fa scivolava su è giù sulla manopola del cambio di una Mustang del ’73 e ancora quelle che sdraiate sulla neve del primo giorno di primavera berlinese. Ci sono io, che gioco a… DOMINO col mondo. Aaargh! E il cuore, con la sua incessante scarica di pugni nucleari, assesta colpi perfetti alla cassa toracica. Tutto in controtempo. E c’è sempre chi non smette a giocare a… DOMINO.

 

mercoledì, 29 novembre 2006
09:55

commenti

cLOsED

Archiviato da Peckinpah in:

Ciao Gente,

... e giunse l'ora di questo blog. Giunge sempre l'ora, no? Si chiude i battenti, Peck si da al crimine e... Progetti futuri? Si, ci sono, ma sarebbe bene studiarseli ancora un po'. Nel frattempo siete tutti invitati su www.lostinpulp.splinder.com. Qualora sentiste la mancanza di questo ambiguo personaggio, Lost in Pulp è l'ennesimo piccolo progetto che vuol dire tanto, ove potrete ritrovarlo. Ringrazio la mia musa e collega per questo.

A più in là col tempo, allora.
E grazie!

Closed

lunedì, 16 ottobre 2006
21:38

commenti (1)

Peck #05

Archiviato da Peckinpah in:
Peck è seduto ai bordi del letto, come tanto tempo fa, e guarda la fredda canna della sua pistola appoggiata sul palmo delle sue mani. Il grilletto di quest’ultima disegna una curva imprevista all’apice della linea della sua vita, quella che solca la sua mano da ovest verso est: l’arco del sole, in retromarcia. La sua vita prolungata nel freddo grigio di un ostacolo lungo la strada. Strade perdute.
 
La camera in primissimo piano sui suoi occhi.
 
A prima vista la clemenza dei suoi occhi azzurri potrebbe erroneamente essere letta come demenza. In fondo una “c” ed un “l” troppo vicine fra loro, potrebbero nascondere una “d”. Ci avevate mai pensato? Ma demenza non è. Occhi clementi e belli. Occhi a percorrere il futuro. Quella strada grigia e fredda, curva d’un grilletto. Basterebbe un doppio click, capace non di aprire una finestra stavolta, ma bensì la mente di un uomo seduto sul suo letto come tanto tempo fa. Tempo in retromarcia.
 
La camera si allontana, dando campo.
 
Peck è seduto ai bordi del suo letto, fra le mani stringe ancora il collo della bottiglia di Jack. Il whiskey scorre ormai a pieno volume nelle sue vene. Il calore è salito tutto, lasciando disinfettato lo stomaco, e il cervello è trasudato tutto in rosso dagli occhi, gli azzurri e clementi. Le domande si accavallano ancora, quando mai, le mani invece si liberano dal freddo peso del cannone. La sua vita torna a solcare breve i palmi.
 
La camera scarrella nell’intorno, il campo è sfocato e i muri, ricoperti di foto, si mischiano diventandoo una centrifuga dai colori indefiniti.
 
«Lontano. Ora sono lontano, non tornato. So di non aver preso la decisione giusta, ma a tutto si pone rimedio. Io, per esempio, ho ancora la mia pistola. E tu, invece? Ricordi ancora: Le pistole non sono legali, i cappi cedono, il gas puzza da morire, tanto vale vivere».
 
La camera si ferma sulla mano di Peck che impugna la pistola puntata sulla sua tempia. Doppio click. Pollice, indice.
 
…
…
…
…
…
 
«Tanto vale vivere». Niente bang, ragazzi. Niente bang ancora, il caricatore è scarico. Peck vive.








sabato, 30 settembre 2006
01:24

commenti (1)

Mirror # 01

Archiviato da Peckinpah in:

[Coming over you. What's coming over you?]

Non lasciarlo andare, nulla sarà nel futuro... Se lascerai che gli anni si mettano in mezzo a voi. Prenditi il tuo tempo, ma non lasciarlo andare.

What's coming over you?

Qualunque cosa sia, è questa che dovresti lasciare andare. La vita non aveva ancora i graffi che la vita è solita farsi sbattendo contro la vita prima che voi due incrociaste le vostre vite. Muri e strade, amore sbattuti con la faccia su quei muri e strade perdute.

Torino è le sue luci, al cui bagliore ci si innamora.

Alcool, forse troppo. E troppe erano anche le curve. Alcool, a fiumi dal tuo stomaco.

Torino è un porno morbido, le sue finestre gemono in silenzio.

Qualunque cosa avessi ingoiato, dovevi solo lasciarla andare. Tutte le volte che ti sei spogliata davanti a lui, e quelle in cui la tua lingua a cominciato a studiare ogni punto del suo corpo. Strade e muri, amori consumati in mezzo ad una strada e muri a proteggervi.

What your on about is just wearing him out.

Sicura di averci pensato veramente a lungo. In fondo tutti sappiamo fare del cinema, e nel futuro nessuno mancherà di scrivere la fine alla propria sceneggiatura, quella della propria vita... Che altri firmeranno R.I.P.

[What's coming over you? You're over coming]

dedicato ad una persona speciale.

venerdì, 08 settembre 2006
15:03

commenti (1)

C'era una volta un paradosso

Archiviato da Peckinpah in:

C'ERA UNA VOLTA UN PARADOSSO.

La prima scena si apre ai piedi del Muro di Berlino.
Di sfondo Alexander Platz.

Cinque amici ai piedi del muro passeggiano costeggiandolo. L scatta alcune foto, S gli suggerisce alcune inquadrature. V accenna una domanda ad A e G.

V.

Ci avreste mai pensato voi?

G.

(sorridendo per la strana domanda)

A cosa? Voglio dire: la risposta è di certo si. Ma mi piacerebbe capire quale dei miei mille pensieri è degno di far seguito al tuo punto interrogativo.

A.

(cadendo dalle nuvole)

A volte addirittura troppo.

V.

Ci avreste mai pensato? Dico... Stiamo camminando ai piedi di un pezzo di storia.

L.

(intervenendo nella discussione sarcastico)

La facevo più grande la storia... Di certo non avrei mai creduto di riuscire farla stare dentro un obiettivo. E non avrei mai creduto fosse possibile sgretolarla con un calcio.

S.

(cantando)

C'era una volta un muro. Lungo almeno più di quanto tu possa immaginare, largo quanto basta per dividere in due il mondo. Così grigio da riuscire ad'annebbiare i sogni di chi ci ha passeggiato sotto qualche anno fa.

(Il gruppo giunge alla fine del muro. Un locale poco distante coglie la loro attenzione. I passi si dirigono verso di esso. Trovano dei posti e ci si siedono)


I cinque vengono ora inquadrati seduti al tavolo del bar.

V.

Quello che non riesco a spiegarmi è cosa ci si faccia noi qui. Cosa ci resterà di tutto questo se non l'ennesimo souvenir, a riportarci frazioni di questo cielo. Basteranno le tue fotografie L o le tue frasi S? Continuamo a camminare a passi corti lungo la storia come turisti. E domani mattina?

A.

E domani mattina si prende un treno, no?

V.

Stupido.

S.

(cantando)

Verso che cosa andiamo lei chiede, lui dice: beh, queto non si sa. Però sappiamo bene cosa non c'era qua, e cos'altro di nuovo ci sarà là. Poi lei si volta per un momento, guarda al muro ed accenna un ciao.

V.

(abbassando lo sguardo verso il tavolo del bar)

Sono circondata da stupidi. Quello che cerco di spiegarvi è che questi viaggi sono un paradosso. Ciò che vediamo, le strade su cui posiamo i nostri piedi, sono pezzi di mondo da vivere. Sono stanca di queste toccate e fuga. Vogliamo per un momento fermarci e respirarla questa storia?

G.

(alzandosi per andare al bancone a prendere da bere)

A me hanno sempre insegnato che la storia è sporca. Fumo quasi due pacchetti di sigarette al giorno, non voglio mettere ancora più a dura prova i miei polmoni. Scusa.

mercoledì, 23 agosto 2006
02:43

commenti (2)

Pseudoparanoico è bello.

Archiviato da Peckinpah in:

Ciao,

Io poi da Berlino non ci sono mica ancora tornato. Pazzesco vero? Eppure la mia città, Torino, la amo anche più di prima. Allora, come va? Aspettate, voglio farvi leggere qualcosa prima di passare ai convenevoli del ritorno:

05 Ago 2006.

"Torino. Dopo tanti mesi bella come allora. Cicatrici profonde lungo le sue strade. Via Verdi, Rossella e il KING. Sono i primi pezzi che vedo nitidi di lei. Smoking Kills, a caratteri cubitali su di un pacchetto di sigarette. Torino international (le Olimpiadi ti hanno fatto bene). Il fumo uccide, ma anche la lontananza. Ed io sono un po' morto dentro. Lo sento nel fastidio che provo. Lo sento passo dopo passo. Ma l'amore, il primo amore, non si scorda mai. Voi non potete immaginare quanto arrivi ad odiarla a volte la mia città, ma al tempo stesso, voi non potrete mai amarla come l'amo io. Torino è strade grigie. Torino è orrendi palazzoni boom economico amalgamati con un barocco che lo dà in culo a un gotico. E un gotico che ogni tanto succhia di gusto il bassoventre del barocco.

Torino è la gente che la vive, la maggior parte di quelli che mi leggono quindi, Torino siete voi. Torino è un porno bigotto. Voi coi vostri soldi spesi a suon di bere e fumare, voi coi vostri libri e i vostri orgasmi, voi coi vostri pensieri rivolti al domani e i riepiloghi di un passato da calci nel culo. Voi e le vostre solite cose, voi alla scoperta di cose nuove, voi pronti a routinizzare nuove strade, nuove locali, nuove posizioni, nuove droghe. Voi che vorreste approfondire di più ma vi chiedete troppo se poi non si rovina il gusto misterioso della pudicità.

Torino è un porno morbido, ma che a volte ci va dentro anche di brutto. Con un attimo di disperazione, quel tanto da far male per un po'. Dimostrare l'attimo di virilità che guarisce con una carezza sulle natiche... A scusarsi e riprendere morbido dimenticando tutto.

Torino è nata tra le otto e le nove di sera, in un pomeriggio fresco d'agosto. Di sfondo un bellissimo tramonto, anche un po' nuvoloso. Non potrebbe essere altrimenti. A quell'ora le luci colorano il suo grigio bianco in un rosa che non si può. In barba al miglior direttore di fotografia, il colore della mia città tra le otto e le nove di sera, di un pomeriggio di agosto, dopo un temporale, non lo si può riprodurre. Nemmeno fotograre. Tanti di voi non potranno nemmeno mai vederlo, e mentre ad alcuni di quest'ultimi non frega molto, ce n'è seono altri a cui un attimo di curiosità è venuta ma fatto sta che pur piazzandovi in mezzo a Piazza Vittorio, in una innaturale calma delle strade, voi... Non potrete mai vederlo come lo vedo io.

Non vi incazzate, so bene che voi avrete molte altre cose bellissime che io non potrò mai sfiorare. Mai nemmeno vedere, o immaginare. Ognuno ne ha qualcuna dentro di sé. C'è chi mi racconta di particolari sfumature in alcuni punti della laguna veneziana, chi sogna fra le vetrate colorate delle chiese fiorentine... Chi ha un orgasmo alla vista del golfo di Napoli... Insomma, non vi incazzate. Torino è casa mia, ed io ora sono in vacanza. Avrò chiuso il gas?"

Sistemo casa in questi giorni, poi vi spiego un po' com'é la situazione quassù. A presto.

 

lunedì, 18 luglio 2005
15:42

commenti (15)

Archiviato da Peckinpah in:

Vi scrivo da lontano. Alcuni sanno da dove. Altri invece no. Ai più non interessa... Fatto sta che da qui oggi torno, prima di andare ancora, per svelarvi un segreto: mi siete tanto mancati strani piccoli amici fatti di musica e parole. Torno perché è una mia costante: "partire per poi tornare", così da catturare in giro immagini ed esperienza che potrò sempre riportare con me passeggiando da straniero nella mia città, se tale si può definire quell'agglomerato di strade, cantieri e aria barocca che sento pulsarmi nelle vene... E la decisione di tracciare una catena morale dell'essere? La lascio al nuotatore, lui saprà che farne. Torno battendo colpi da un mondo che mi si stende intorno. Colline e fiumi. Luci bianche, luci verdi e quelle rosse, che si fanno notare ancor di più. E perchè non lasciarvi ancora un per un po', con le fottute parole di Drugo che mi sputa sulla gamba: "Woof Woof, fankulen sbobbo Italianen. Lascia computer!", un grosso tedesco stile Sturmtruppen che ha disimparato a volare.  A presto.

.s.p Lo so che vi sembrerà strano, ma sono riuscito ad innamorarmi, e di una tedesca. Dove andremo a finire?

 

lunedì, 27 giugno 2005
13:58

commenti (5)

aperta parentesi.

Archiviato da Peckinpah in:

(

silenzio pornografico
risvegliami, raccoglimi

hai la rivoluzione in te
mi convinci a risorgere
gioia sperimentale
le tue mani sopra di me
l'errore più geniale
l'errore più geniale


giocattolo vibrante  in te
cola miele che sa di me

hai la rivoluzione in te
mi convinci a risorgere
gioia sperimentale
le tue mani sopra di me
 l'errore più geniale
 l'errore più geniale
l'errore più geniale

in cui cadere

cos'hai per me
che sa di te?

sei la rivoluzione che
mi convince a risorgere
gioia sperimentale
le tue mani sopra di me
l'errore più geniale l'errore più geniale 
in cui cadere

)

chiusa parentesi.

 

domenica, 29 maggio 2005
23:59

commenti (11)

Chiuso X Ferie = A presto!

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Per FERIE.

fAber si ritira in quel suo piccolo mondo fatto di circuiti, musica e parole. Qualcuno già conosce Radio Flit, ad altri non potrà fregar di meno e ai curiosi invece basterà recarsi nella stanza acanto: [APRITE LA PORTA]. A risentirci presto tramite "CHIEDIALLAPOLVERE" e ancor prima sotto i vostri ritagli di etere.

[prova a dare un senso al disordine di fogli sulla sua scrivania]
[si avvia verso la porta che da sulla Radio guardandosi in giro]
[preme l'interrutore che toglie luce alla stanza]
[un'ultima occhiata nel buio e chiude]

flusso di parole: interrotto.
ciAo.

 

giovedì, 26 maggio 2005
20:11

commenti (9)

Pseudo Catene Blogghiane Alla Riscossa

Archiviato da Peckinpah in:

Piccolo strappo alla regola: dovevo sparire per un po', ma ho deciso di rimandare... Perchè? Semplicemente perchè l'amicizia prevale sopra ogni cosa. Questa, a quanto ho capito, è una pesudo catena blogghiana. Parla di musica e quindi a mio parere vale la pena effonderla nell'etere.

Volume totale dei miei files musicali sull'hd

Ehm... Decisamente in overdose. Ora che mi ci fate pensare, sarebbe forse bene disintossicare un po' questo catorcetto!

L'ultimo cd che ho comprato

Ultimo disco volante: Ballate per piccole iene di Manuel & Co.

Canzone che sta suonando ora

Attualmente on air: Daniele Silvestri con la sua Strade di Francia & altre...

Cinque canzoni che ascolto spesso ultimamente

1) Daniele Silvestri - Strade di Francia
2) Goran Bregovic - Babylon

3) Negrita - Alzati Teresa
4) Subsonica - Il cielo su Torino
5) Afterhours - Ci sono molti modi

Passo il testimone a Shi, Gen, Sady, Rosy & Jack. Le altre le risparmio ;)

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